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Centro d'Ascolto dell'Informazione Radiotelevisiva

I progetti

Tra i suoi maggiori committenti può annoverare la Camera dei Deputati, per un servizio sperimentale di rassegna video dell'informazione televisiva, il Garante per la radiodiffusione e l’editoria, figura creata dalla legge Mammì (1993) che aveva il compito, tra gli altri, di assicurare il rispetto della par condicio durante le campagne elettorali. E’ per effettuare il monitoraggio sulle campagne elettorali che il Centro d’ascolto viene utilizzato dal Garante. Questo rapporto prosegue anche quando, nel 1998, il Garante viene sostituito dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom).

Il monitoraggio è esteso da allora alla verifica del rispetto delle quote europee nella programmazione di fiction da parte delle concessionarie televisive nazionali (obblighi di programmazione, ex lege 122/98).

Dal 2001 fornisce alla RAI i dati sull’informazione e la comunicazione politica.

Dal 2002 ad al 2005, il Centro d’Ascolto ha svolto il monitoraggio del pluralismo politico e sociale, degli obblighi di programmazione e per le garanzie dell’utenza in materia di tutela dei minori per l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM).

Fra i principali progetti del Centro d’Ascolto vi sono:

  • Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (1998 - 2005) il rapporto sulle quote di programmazione ex legge 122/98, nel 1999 anche il monitoraggio nel periodo della campagna elettorale europea e una ricerca su dati 1997/1999. Nel 1999 una ricerca sulla “Televisione e infanzia”. Dal 2000 il monitoraggio politico-sociale. Per conto dell’Autorità nel 1999 il Centro d’Ascolto ha collaborato con l’Università di Padova alla realizzazione di un convegno intitolato “La democrazia nell’era della CNN”. Nel 2001 è stata realizzata una ricerca con il CENSIS sull’immagine degli immigrati e delle minoranze etniche; Dall'aprile del 2002 ad oggi, effettua il monitoraggio del pluralismo politico e sociale, garanzie dell'utenza in materia di tutela dei minori e degli obblighi di programmazione;
     
  • Rai Radiotelevisione Italiana (dal 1992 numerose ricerche sull’informazione televisiva in collaborazione con alcuni Istituti Universitari per la pubblicazione di volumi pubblicati dalla ERI, e dal 1995 al 2003 un servizio di rilevazione complessiva della programmazione televisiva, con accesso diretto alla banca dati del Centro d’Ascolto);
     
  • Mediaset (dal 1991 al 1997) servizio di rilevazione complessiva della programmazione televisiva con accesso diretto alla banca dati;
     
  • Centro di Produzione S.p.A. (dal 1993 al 2005) servizio sull’informazione negli organi televisivi italiani;
     
  • FIEG (ricerche sulla pubblicità televisiva dal 1993 al 2001);
     
  • Ufficio del Garante per l’Editoria e la Radiodiffusione (dal 1994 al 1997) servizio di monitoraggio complessivo dell’informazione televisiva, con particolare riferimento ai periodi di campagna elettorale e, nel 1997, un servizio di monitoraggio della programmazione di fiction da parte delle concessionarie televisive nazionali in chiaro;
     
  • Scuola Superiore di Studi Avanzati di Trieste (progetto di “Osservatorio sulla Comunicazione della scienza” da settembre 2001);
     
  • Gruppi Parlamentari dei Verdi (“Osservatorio sulla comunicazione sulle politiche ambientali nei media televisivi” 1999-2000-2001;
     
  • Partito dei Democratici di Sinistra (2005), monitoraggio, rassegna video ed analisi qualitativa e quantitativa dei contenuti dell’informazione televisiva in occasione del 3° Congresso Nazionale;
     
  • Gruppo Regionale Margherita - Piemonte (2004), servizio di monitoraggio della comunicazione politica di tutte le edizioni dei TGR regionali del Piemonte;
     
  • Robert Schuman Centre - European Univeristy Institute (2003) analisi dei dati delle presenze di esponenti politici nei telegiornali e nelle trasmissioni del periodo di campagna elettorale europea del 1999;

 

Il Centro d’Ascolto ha effettuato inoltre ricerche per istituzioni, istituti universitari, partiti politici, testate giornalistiche quotidiane e settimanali, centri studi e associazioni.